Banca Centrale Europea blocca i tassi per aiutare la ripresa economica

La ripresa è ormai alle porte, ma sarà discontinua. È il messaggio con cui Trichet ha aperto la conferenza stampa seguita alla riunione di Venezia del Consiglio direttivo della Bce che ha lasciato inalterato il tasso di riferimento all’1% per il quinto mese consecutivo.

Una scelta presa per consolidare una ripresa ancora fragile. Messa in moto dal recupero dei mercati d’esportazione dei Paesi dell’euro, temporaneamente sostenuta da un favorevole ciclo delle scorte in quest’ultima parte dell’anno, la ripresa potrebbe tuttavia incespicare, di qui il suo carattere discontinuo, «nel processo di correzione dei bilanci in atto nei settori finanziario e non finanziario dell’economia, sia all’interno sia all’esterno del l’area euro», così come in altri rischi, quali le tendenze protezionistiche.

Osservazione opportuna quest’ultima, perché mentre ad ogni vertice dei leader mondiali non mancano le solite professioni di fede nel libero commercio, poi nelle cucine di casa quegli stessi leader approntano ricette che al commercio creano ostacoli. Non si può ragionevolmente pensare di espandere le esportazioni se si rende più difficile l’accesso al proprio mercato; chi chiude la propria porta, finisce col trovare chiusa la porta altrui.

Oltre a resistere alle tentazioni protezionistiche gli Stati hanno un altro grande compito da eseguire con diligenza: il risanamento dei loro bilanci. Uno Stato con finanze in ordine infonde fiducia nei consumatori, negli agenti economici, perché crea aspettative di stabilità, perché fuga i timori di aumenti della tassazione e dell’inflazione.

Nel consolidamento della ripresa il sistema bancario è chiamato a svolgere a pieno il suo ruolo di fornitore di credito al sistema delle imprese. Se oggi la domanda di credito è ancora bassa, così non sarà nel prossimo futuro. Le banche non possono giungere impreparate a questo appuntamento. Ma come? La ricetta suggerita da Trichet è chiara: «Per affrontare le grandi sfide che si presentano, le banche dovrebbero adottare misure adeguate per l’ulteriore rafforzamento della propria componente patrimoniale e, ove necessario, dovrebbero sfruttare appieno gli interventi pubblici a sostegno del settore finanziario, in partico lare per quanto riguarda la capitalizzazione».

Non difficile riconoscere in queste parole un chiaro riferimento, per limitarci al caso italiano, ai Tremonti bond, il cui scopo è espandere la base di capitale delle banche per consentire un più grande volume di credito. È noto come le cose stiano andando. I due maggiori gruppi hanno detto «no grazie», poco meno della metà del fondo a disposizione (10 miliardi) è stato utilizzato. È del tutto plausibile che guardando all’oggi, alla presente domanda di credito, le banche possano ritenere adeguato il proprio capitale. Ma il messaggio di Trichet e degli altri 21 membri del Consiglio, ha il merito di guardare innanzi, di suggerire loro da un osservatorio privilegiato e credibile, di rafforzarsi per essere all’altezza delle condizioni di un domani che già comincia ad intravvedersi.

Banca Centrale Europea blocca i tassi per aiutare la ripresa economicaultima modifica: 2009-10-09T10:19:57+02:00da paperoga159
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