28/12/2009
Offerta mutui a tasso fisso o variabile di Woolwich di Barclays
Analizziamo l'attuale offerta di mutui a tasso fisso e variabile proposti da Banca Woolwich, la banca del gruppo Barclays.
Entrambe le tipologie di mutuo si adattano perfettamente all'acquisto indistinto della prima o della seconda casa e sono aperto ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato o autonomi.
Gli unici requisiti necessari sono di età anagrafica e di merito creditizio, ovvero se non abbiamo mai subito protesti o pignoramenti.
L’importo finanziabile per il mutuo Woolwich può essere compreso fra i 30.000 euro e l’80% del valore commerciale dell’immobile messo a garanzia ed una durata che può spaziare fra i 10 ed i 30 anni con rata a periodicità mensile.
Infine è richiesta ipoteca ventennale sull'immobile a garanzia, per un importo pari al 150% di quanto erogato. La durata dell’ipoteca è ventennale, e si rinnova ad opera di Banca Woolwich, almeno due mesi prima della scadenza.
Ovviamente i tassi di interesse sui mutui di Banca Woolwich sono anch'essi calcolati in linea con l’andamento dei mercati finanziari.
14:35
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
23/12/2009
Mercato immobiliare = 20% PIL
Con questa equazione vogliamo fare chiarezza sul rapporto di Bankitalia secondo cui il mercato immobiliare italiano peserebbe addirittura 20% dell’intero PIL.
Il 20% del Pil soltanto per il mercato immobiliare è veramente molto anche perchè per avere un conteggio corretto dobbiamo aggiungere tutte le attività originate dal real estate. Tali attività costituirebbero tutte assieme il 60% dell’intera ricchezza degli italiani.
Il rapporto "L’andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario" tende inoltre a precisare l'importanza determinante del mercato immobiliare sul sistema finanziario italiano e come questo stesso settore ha generato la crisi economica mondiale.
Del resto anche le crisi del Sud Est asiatico nel 1997 o quella in Giappone degli ultimi anni è strettamente legata al mercato degli immobili.
12:42
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
17/12/2009
Immigrazione fa crescere il valore degli immobili
Vi ripropongo qui un interessante articolo che ho trovato sul sito stranieriinitalia.it e poi riportato anche da Informazione Libera.
L'articolo in questione che vi consiglio assolutamente di leggere lo potete trovare nella sua interezza trovate a questo link: http://www.stranieriinitalia.it/attualita-le_case_valgono... parla del rapporto Bankitalia "L'andamento del mercato immobiliare italiano e i riflessi sul sistema finanziario". Una fonte più che attendibile quindi, come tutte quelle che riportiamo qui sul blog.
In sostanza, per riassumere, il rapporto di Bankitalia sfata, finalmente, un mito negativo radicatosi nel pensiero comune di molti italiani. Questo pensiero è strettamente legato all'immigrazione e la casa.
Infatti gli stranieri giunti in Italia negli ultimi anni hanno movimentato molto il mercato immobiliare italiano contribuendo in modo netto all'aumento di valore degli immobili per 60 miliardi di euro.
Inoltre la crescente domanda di appartamenti ha contribuito ad aumentare il prezzo degli affitti del 1%.
Per concludere quindi il rapporto di Bankitalia dice testualmente che "non trova conferma l'ipotesi secondo cui l'afflusso di immigrati in un quartiere comporterebbe un deprezzamento del patrimonio immobiliare locale, in quanto indurrebbe i nativi a spostare la residenza altrove"
Potete trovare l'intero articolo qui http://www.facebook.com/notes/informazione-libera/le-case... o qui http://www.stranieriinitalia.it/attualita-le_case_valgono...
19:37
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
17/10/2009
UE propone il tetto mutui: non oltre il 40%
L'Unione Europea vuole mettere un tetto al limite massimo per la concessione dei mutui. Se attualmente infatti vengono concessi prestiti per l'acquisto o la ristrutturazione della propria casa fino all'80% del valore dell'immobile stesso, l'UE ha intenzione di abbassare drasticamente tale valore, fino al 40%.
Vediamo di analizzare la proposta che arriva da Bruxelles.
Di certo c'è che una manovra così ci eviterebbe una nuova bolla immobiliare ma metterebbe a segno un duro colpo per il mercato .
Infatti se oggi, ad esempio in Italia, le banche concedono fino all'80% e domani si vedrebbero costrette a finanziarci fino al 40% la differenza dei soldi sarebbe garantita da polizze di assicurazione che non farebbero altro che far lievitare il costo dei mutui. Certamente non una bella cosa!
In tutto ciò quello che è piuttosto paradossale è che, come al solito, a farne le spese sembra che sia il piccolo risparmiatore piuttosto che le banche stesse.
Tutto ciò infatti a cosa porterebbe? Non porterebbe ad altro che applicare un piccolo foro alla bolla del mercato immobiliare, un mercato dove gli italiani ripongono oltre il 60% della propria ricchezza! E' noto a tutti infatti che possedere una casa è il primo dei nostri sogni ed attorno a questa ruotano le nostre entrate.
In sostanza non ci troveremmo tanto ad affrontare una perdita di valore delle case quanto ad avere di fronte a noi un calmiere che mantenga i prezzi del mercato entro ritmi realistici e non esagerati come negli anni scorsi. E questo è certamente positivo.
Ma al contrario, il ricorso al tetto del 40%, come già segnalato prima, non farebbe certo bene al mercato immobiliare perchè bloccherebbe non poco la compravendita delle categorie più deboli economicamente perchè non avrebbero i requisiti per richiedere il mutuo e quindi non potrebbero acquistare la casa con la conseguenza di fermare il segmento più vivace degli appartamenti, i bilocali, i trilocali ed i monolocali, ovvero quegli immobili acquistati proprio dalle categorie con "meno" soldi!
Ovviamente il mercato delle ville o di chi può acquistare senza dover ricorrere a mutui non sarebbe intaccato....
17:22
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (1)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
14/10/2009
Leva fiscale ed affitti in nero
Come tutti ben sappiamo in Italia molte delle case affittate sono con i canoni "in nero", ovvero non si stipula nessun tipo di contratto di affitto e le entrate percepite dal proprietario sono non denunciate. In sostanza su questi soldi i proprietari non pagano le dovute tasse, frodando a tutti gli effetti il fisco con conseguenti ricadute negative sulle casse statali.
Per arginare questo fenomeno, in crescita anche a causa dei canoni di affitto troppo spesso inaccessibili per famiglie, studenti e single, l'assessore al comune di Milano, Gianni Verga ha proposto una serie di misure per rilanciare il mercato degli affitti e delle locazioni.
Fra le soluzioni proposte Verga propone di contrastare il fenomeno degli affitti in nero agendo sulla leva fiscale e sulla cedolare secca.
In pratica con la leva fiscale vedremmo garantita la tracciabilità del canone di affitto e la trasparenza nei contratti di affitto mentre per scoprire i canoni in nero già in corso, bisognerebbe introdurre la cedolare secca, nient'altro che una tassa al 20% sui canoni di locazione incassati.
In più, secondo la proposta di Verga, sempre sul fronte dei proprietari di casa, si dovrebbe fare in modo di dare maggiori garanzie al conduttore relativamente al rientro in possesso dell’appartamento una volta che il contratto di locazione sarà scaduto.
Sul fronte dell'inquilino invece bisognerebbe dare lui la possibilità di “scaricare” le spese relative al canone di locazione direttamente nella dichiarazione dei redditi.
In questo modo avremmo che entrambe le parti godrebbero di alcuni vantaggi in più, la cedolare secca e lo sconto fiscale. Cosi facendo, secondo l'assessore Verga, entrambi sarebbero incentivati a stipulare un contratto di affitto regolare con benefici anche per le casse dello Stato.
12:49
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
09/10/2009
Banca Centrale Europea blocca i tassi per aiutare la ripresa economica
La ripresa è ormai alle porte, ma sarà discontinua. È il messaggio con cui Trichet ha aperto la conferenza stampa seguita alla riunione di Venezia del Consiglio direttivo della Bce che ha lasciato inalterato il tasso di riferimento all’1% per il quinto mese consecutivo.
Una scelta presa per consolidare una ripresa ancora fragile. Messa in moto dal recupero dei mercati d’esportazione dei Paesi dell’euro, temporaneamente sostenuta da un favorevole ciclo delle scorte in quest’ultima parte dell’anno, la ripresa potrebbe tuttavia incespicare, di qui il suo carattere discontinuo, «nel processo di correzione dei bilanci in atto nei settori finanziario e non finanziario dell’economia, sia all’interno sia all’esterno del l’area euro», così come in altri rischi, quali le tendenze protezionistiche.
Osservazione opportuna quest’ultima, perché mentre ad ogni vertice dei leader mondiali non mancano le solite professioni di fede nel libero commercio, poi nelle cucine di casa quegli stessi leader approntano ricette che al commercio creano ostacoli. Non si può ragionevolmente pensare di espandere le esportazioni se si rende più difficile l’accesso al proprio mercato; chi chiude la propria porta, finisce col trovare chiusa la porta altrui.
Oltre a resistere alle tentazioni protezionistiche gli Stati hanno un altro grande compito da eseguire con diligenza: il risanamento dei loro bilanci. Uno Stato con finanze in ordine infonde fiducia nei consumatori, negli agenti economici, perché crea aspettative di stabilità, perché fuga i timori di aumenti della tassazione e dell’inflazione.
Nel consolidamento della ripresa il sistema bancario è chiamato a svolgere a pieno il suo ruolo di fornitore di credito al sistema delle imprese. Se oggi la domanda di credito è ancora bassa, così non sarà nel prossimo futuro. Le banche non possono giungere impreparate a questo appuntamento. Ma come? La ricetta suggerita da Trichet è chiara: «Per affrontare le grandi sfide che si presentano, le banche dovrebbero adottare misure adeguate per l’ulteriore rafforzamento della propria componente patrimoniale e, ove necessario, dovrebbero sfruttare appieno gli interventi pubblici a sostegno del settore finanziario, in partico lare per quanto riguarda la capitalizzazione».
Non difficile riconoscere in queste parole un chiaro riferimento, per limitarci al caso italiano, ai Tremonti bond, il cui scopo è espandere la base di capitale delle banche per consentire un più grande volume di credito. È noto come le cose stiano andando. I due maggiori gruppi hanno detto «no grazie», poco meno della metà del fondo a disposizione (10 miliardi) è stato utilizzato. È del tutto plausibile che guardando all’oggi, alla presente domanda di credito, le banche possano ritenere adeguato il proprio capitale. Ma il messaggio di Trichet e degli altri 21 membri del Consiglio, ha il merito di guardare innanzi, di suggerire loro da un osservatorio privilegiato e credibile, di rafforzarsi per essere all’altezza delle condizioni di un domani che già comincia ad intravvedersi.
10:19
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
06/10/2009
Locazioni Web: il successo degli affitti aperti online
Internet è diventato uno strumento molto utile anche nell'acquisto di beni durevoli ma anche di beni ben più costosi ed importanti.
Non è un mistero che anche il mercato immobiliare abbia sfruttato a suo vantaggio il web. L'acquisto di abitazioni utilizzando internet come mezzo di intermediazione è cresciuto di molto negli ultimi anni.
Di pari passo alla compravendita è cresciuto anche il mercato degli affitti e delle locazioni.
Proprio Locazioni Web, il servizio interattivo dell’Agenzia delle Entrate, ci conferma i dati in crescendo di questa fetta di mercato.
Locazioni Web permette in pochi clic di comprare o affittare casa, registrare ed effettuare i pagamenti delle imposte dei contratti di affitto attraverso il nostro computer.
Tanto per rendere l'idea, dal 2001 ad oggi sono stati registrati contratti d'affitto ad una media di 3 al minuto, da questo dato si capisce facilmente quanto tempo si può risparmiare evitando le classiche code agli sportelli.
Dal nostro computer possiamo registrare i contratti, compilare online i campi relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo.
Mentre attraverso il sito possiamo calcolare subito le imposte dovute e lanciare l'operazione di pagamento con addebito sul conto corrente.
Ovvimente sono possibili tutte le operazioni relative ad affitti di immobili non adibiti a uso abitativo con le relative operazioni di proroga, di risoluzione e di cessione dei contratti gia’ in vigore.
17:48
Scritto da : paperoga159
| Link permanente | Commenti (0)
| Trackback (0) |
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook